Letteratura e sport
Juni 15th, 2008
Parliamo di tre titoli legati allo sport, 1 libro di racconti e 2 romanzi:
Pietro Grossi, Pugni, Sellerio
Emiliano Poddi, Tre volte invano, Instar
Cristiano Cavina, Un’ultima stagione da esordienti, Marcos y Marcos
Nel primo c’è un bellissimo racconto legato alla boxe, il secondo è ambientato nel mondo del basket, il terzo invece in quello del calcio. In tutti i libri sono protagonisti - e narratori - dei ragazzini, e lo sport si rivela essere strumento di rivalsa per una vita diversa, oppure di crescita, sia del singolo o del gruppo.
Altri titoli legati al calcio:
Francesco Abate, Ultima di campionato, Frassinelli
Antonio Pascale, La persecuzione del rigorista, Einaudi
Grazia Deledda - parte 2
Mai 6th, 2008
Grazia Deledda nacque a Nuoro il 27 settembre 1871, da una famiglia benestante, quinta di sette fratelli e sorelle. A causa della breve educazione regolare venne considerata scrittice rozza e illetterata, e anche l’attribuzione nel 1926 del Nobel per la letteratura, non contribuì a dissolvere i dubbi e l’ostilità di una parte della critica, che ancora oggi continua a ritenerla tra gli scrittori di secondo piano del primo Novecento.
La Deledda inizia a scrivere giovanissima, pubblicando la sua prima novella a quindici anni e, dopo poco, collabora con l’allora famosa rivista femminile «Ultima moda». Le sue ambizioni letterarie vengono ostacolate e criticate dalla società nuorese. Ma Grazia non si scoraggia e soprattutto diviene acutissima osservatrice della natura che la circonda e dei costumi della Barbagia e di tutta la Sardegna.
Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario ministeriale, e si stabilisce a Roma, dove rimarrà fino alla morte e dove vedono la luce, tra le altre, le opere: Elias Portolu, Cenere, L’edera, Canne al vento, Marianna Sirca. Nel 1926 riceve - seconda donna ad essere insignita di tale onorificenza - il Nobel per la letteratura. Il romanzo autobiografico Cosima uscirà nel 1937, ad un anno dalla morte, avvenuta a Roma il 15 agosto 1936.
Scaletta del podcast:
Parte 1
- la casa
- la natura
- le donne
- verismo o decadentismo ?
Parte 2
- la formazione culturale
- Grazia e Grazietta
- l’ambiente letterario romano
- gli uomini
- il premio Nobel
Grazia Deledda - parte 1
März 26th, 2008
Grazia Deledda nacque a Nuoro il 27 settembre 1871, da una famiglia benestante, quinta di sette fratelli e sorelle. A causa della breve educazione regolare venne considerata scrittice rozza e illetterata, e anche l’attribuzione nel 1926 del Nobel per la letteratura, non contribuì a dissolvere i dubbi e l’ostilità di una parte della critica, che ancora oggi continua a ritenerla tra gli scrittori di secondo piano del primo Novecento.
La Deledda inizia a scrivere giovanissima, pubblicando la sua prima novella a quindici anni e, dopo poco, collabora con l’allora famosa rivista femminile «Ultima moda». Le sue ambizioni letterarie vengono ostacolate e criticate dalla società nuorese. Ma Grazia non si scoraggia e soprattutto diviene acutissima osservatrice della natura che la circonda e dei costumi della Barbagia e di tutta la Sardegna.
Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario ministeriale, e si stabilisce a Roma, dove rimarrà fino alla morte e dove vedono la luce, tra le altre, le opere: Elias Portolu, Cenere, L’edera, Canne al vento, Marianna Sirca. Nel 1926 riceve - seconda donna ad essere insignita di tale onorificenza - il Nobel per la letteratura. Il romanzo autobiografico Cosima uscirà nel 1937, ad un anno dalla morte, avvenuta a Roma il 15 agosto 1936.
Scaletta del podcast:
- la casa
- la natura
- le donne
- verismo o decadentismo ?
Parte 2
- la formazione culturale
- Grazia e Grazietta
- l’ambiente letterario romano
- gli uomini
- il premio Nobel
Il nuovo drink di moda - lo spritz
August 23rd, 2007Ecco: dopo il cappuccino, il prosecco, il latte macchiato in tutte le sue variazioni fonetiche e ortografiche (macciato, machiato, machiatto etc), i tedeschi hanno scoperto di nuovo l’acqua calda (*) : il nuovo drink alla moda - leggo nella Süddeutsche Zeitung del 6 agosto - è lo “sprizz”, un misto di Aperol (aperitivo tipo Campari) e soda o vino bianco, da sempre tipico nelle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Secondo il giornalista Stephan Handel l’origine risale ai tempi della fine della Repubblica di Venezia, ceduta da Napoleone all’Austria nel 1797 col trattato di Campoformio (v. in letteratura Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis) : dovendo pagare tributi anche in forma di vino, i veneziani l’avrebbero allungato con l’acqua, dando origine a quello che gli austriaci chiamano G’spritzer ( e i tedeschi Schorle). Ma soltanto nel 1919 i fratelli barbieri di Padova inventarono l’Aperol e da allora si usa mescolare Aperol e vino.
Se andate su Wikipedia.it e digitate Spritz - e non sprizz, che il giornalista sostiene che “sieht doch viel italienischer aus” ! - , scoprirete quante diverse varianti ne esistano nel Triveneto. La cosa più interessante però l’ho scoperta guardando nella “discussione” : il famoso Prosecco (di Valdobbiadene, provincia di Treviso), in realtà è un vitigno dell’entroterra triestino, dove si chiama Glera. Un contadino veneto secoli fa ne comprò alcune piante, e non ricordandone il nome al momento di piantarle le chiamò col nome del posto dove le aveva comprate: Prosecco, paesino vicino a Trieste sul Carso.
La cosa buffa è che questo aperitivo diventi di moda, e solo adesso: ma da quanti decenni austriaci e tedeschi vanno in vacanza a Bibbione, Grado, Jesolo e compagnia bella? Stupisco sempre della capacità tedesca di far diventare moda un niente della vita italiana, p.es. il latte macchiato (se giè era terribile il cappuccino dopo pranzo o cena, il latte macchiato è atroce - sono sicura che Beppe Severgnini è d’accordo con me).
Proviamo un po’ a pensare che cosa della quotidianità tedesca potrebbe diventare moda in Italia …
(*) modo di dire per: inventare o scoprire qualcosa che c’è già, insomma: dire una cosa ovvia, niente di nuovo
